Il rabarbaro è una pianta dalle numerose proprietà benefiche che presenta però anche alcune controindicazioni. Nell’articolo spieghiamo i segreti di questa erbacea utilizzata fin dall’antichità.

Il rabarbaro è una pianta erbacea perenne che proviene dall’Oriente, specificatamente dalla Cina. Appartiene alla famiglia delle Polygonaceae. Presenta un rizoma dalla consistenza carnosa che ogni anno emette un fusto che raggiunge anche i 2 metri di altezza. Le foglie sono di grandi dimensioni ed i fiori assumono varie colorazioni a seconda della cultivar. 

Viene utilizzato in particolare nella medicina tradizionale cinese, che ne sfrutta in particolare la radice (il rizoma): si usa l’estratto alcolico oppure, dopo l’essicazione, si polverizza l’apparato radicale e lo si impiega per la preparazione di decotti. Il rabarbaro ha proprietà antinfiammatorie e depurative e viene utilizzato per il trattamento di disturbi legati al fegato ed all’intestino. Risulta ottimo anche come aromatizzante, digestivo, lassativo e rinfrescante. Ne è però controindicato l’