Domenica 17/11/2019

Il regno è tra noi, ma non è compiuto

Il nostro Dio è un Dio d’amore. Non può salvare l’uomo senza di lui, perciò stringe alleanza con il suo popolo: la salvezza è l’incontro di due fedeltà. Ma se Dio è fedele, il popolo no. Sotto l’azione dei profeti nasce la speranza e l’attesa di un uomo che finalmente saprà dare a Dio una fedeltà assoluta e incondizionata: il Messia. Quando verrà lui, Dio accorderà al suo popolo la pienezza promessa. Una promessa di vita tale che non ci sarà più nulla di comune tra il mondo presente e il nuovo paradiso. Una nuova terra, nuovi cieli. Un cuore nuovo che renderà l’uomo sensibile all’azione dello Spirito.

Un Messia che delude
Nel discorso escatologico, Gesù spiega il significato del suo intervento messianico, usando il vocabolario e i temi della letteratura apocalittica, linguaggio difficile per noi. L’intervento storico del Figlio dell’uomo inaugura gli ultimi tempi. La pienezza di vita è accordata. L’opera dei Messia è collocata sotto il segno dell’universalismo. Egli deve riunire tutti gli uomini dal quattro venti, perché tutti sono chiamati ad essere figli dei Padre. Gerusalemme è condannata perché ha tradito la sua missione trasformando in privilegio per sé il servizio da rendere a tutti i popoli: essa non ha rinunciato al suo particolarismo. Il regno del Figlio dell’uomo non è il trionfo sui nemici del popolo ma il suo cammino di obbedienza fino alla morte sulla croce. La via per giungere alla pienezza sperata è diversa da quella attesa: bisogna passare attraverso la morte per entrare nella vita eterna: perché la morte, accettata nell’obbedienza, può essere la realtà dove si realizza il più grande amore per Dio, e per gli uomini.

Intervento risolutivo
Intervenendo nella storia in modo diverso dalle attese del popolo, Gesù di Nazaret non apporta una pienezza completamente fatta. Non è un intervento magico che deresponsabilizzi l’uomo. E’ vero, la pienezza promessa è giunta ma aspetta di essere compiuta. E’ un dono, ma insieme un impegno. «A volte si vorrebbe che i risultati venissero dall’esterno, senza muovere un dito, come per un miracolo. L’azione di Dio per il Regno non si manifesta come una potenza esteriore: sia perché esso ci viene attualmente comunicato attraverso i segni storici che per sé sono oscuri e spesso ambigui e frammentari; sia perché Dio vuole coinvolgere anche l’uomo nella venuta del Regno» (CdA, pag. 54). La pienezza veramente ultima sarà ancora l’incontro di due fedeltà.

Il «tempo della Chiesa»
Dopo la risurrezione di Cristo, il raduno dell’intera umanità in una comunione di amore con Dio avviene gradualmente e il mondo entra in una fase decisiva della sua crescita, in vista della ricapitolazione universale in Gesù Cristo.
Al centro di questo dinamismo la Chiesa ha una parte essenziale, in quanto è il corpo di Cristo. E come tale deve seguire la via del Maestro: la morte per la vita. E deve ancora continuamente superare la tentazione di identificarsi con il regno definitivo e di chiudersi nel particolarismo.
I muri di separazione che i popoli e le aree culturali non cessano di elevare tra loro sono fondamentalmente l’ostacolo più grave alla riunione dell’universo. La missione della Chiesa è di superare questo ostacolo. Il mezzo è l’amore dei nemici che abbatte le barriere poste dall’uomo. Oggi più che mai ci si rende conto della straordinaria ampiezza del compito della Chiesa.
Si può inoltre misurare la relazione che lega, pur nella loro distinzione, la missione e l’opera di civilizzazione. Uno dei problemi fondamentali del nostro tempo è l’incontro delle culture. E’ problema politico, sociale, economico, ma non solo. Senza l’amore gratuito ed
universale, non potrà avviarsi a soluzione.
«La missione profetica della Chiesa risponde a una duplice esigenza: dare senso alla storia degli uomini e insieme denunziarne le ambiguità e gli errori. Chi nella Chiesa avverte di più la prima esigenza corre il rischio a volte di vedere in tutto ciò che è nuovo sempre un fatto positivo; chi sente di più la seconda può essere condotto a rifiutare ogni rinnovamento. E’ perciò di fondamentale importanza che la Chiesa si lasci guidare dallo Spirito nel discernere gli eventi della storia: infatti, quando meno se lo aspetta, si aprono impreviste possibilità di crescita per l’avvento del Regno. Lo Spirito muove la Chiesa a rendere testimonianza al fatto che nell’intera vicenda del mondo è all’opera una forza di purificazione e di liberazione che tutto proietta verso il Cristo»(CdA, pag. 174).

Orario Sante Messe

Feriali: 7.00; 18.30

Festivo: 8.00; 9.3011.00; 18.30

Il lunedì la Chiesa è chiusa

 

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