Iniziamo la rubrica ‘LA ROSA DI MAGGIO’ con un articolo sulla varietà Abraham Darby.

Questa rubrica avrà periodicità annuale ed ogni anno, a maggio, mese durante il quale ricorre la festività di Santa Rita, verrà pubblicato un articolo inerente una cultivar di rosa. Il mese designato è appunto maggio per il legame che intercorre tra la Santa e le rose.

La cultivar Abraham Darby si presenta come un arbusto cespuglioso. Possiede una chioma decidua. Raggiunge il metro e mezzo sia in altezza che in larghezza massima. Questa varietà raggiunge il suo massimo sviluppo intorno ai 13 anni d’età. I suoi fiori sono composti e si contano più di 30 petali per ogni infiorescenza. I petali formano una coppa profonda, con tonalità di albicocca e di giallo. Ha un intenso profumo fruttato e presenta fioritura ripetuta. Questa pianta si accontenta di un’esposizione moderata al sole e cresce addirittura anche in penombra. Il periodo di fioritura va da maggio fino circa a metà settembre, mentre i frutti sono visibili da fine agosto fino a febbraio inoltrato. Necessita di un modesto apporto di acqua e di cure non troppo specifiche o complesse.

A cura di Pier Paolo Ferrari

Il mondo sembra essersi arrestato in questi ultimi tempi; nonostante la società umana e tutte le attività ad essa connesse possano apparire sospese, la natura non si è fermata ed inizia a colorare giardini, prati e boschi con mille sfumature. La pianta che andiamo a descrivere nell’articolo di oggi è rinomata per i colori accesi e vivaci dei suoi fiori e per la sua versatilità nell’ambito della strutturazione di giardini: la ritroviamo spesso nelle siepi ornamentali ma anche come pianta singola in vaso.

I cotogni giapponesi, altresì conosciuti come fior di pesco o chaenomeles sono arbusti con foglie caduche originari dell’Asia centrale e sudorientale. La specie ‘japonica’, quella attualmente più diffusa nei nostri areali geografici, viene scoperta nel 1700 dal botanico ed entomologo svedese Carl Peter Thunberg. 

Leggi tutto: Cotogno Giapponese o Fior di Pesco

Quando pensiamo alla cosiddetta ‘macchia mediterranea’, una delle prime piante che ci sovviene è certamente l’ulivo. Questo albero è ricco di significati simbolici, i quali ancorano le proprie radici nella tradizione e nelle credenze religiose di antiche civiltà. Nell’articolo si passano in rassegna le principali ‘accezioni’ e connotazioni che assume l’ulivo in alcune culture.

L’ulivo, od olivo, è un albero da frutto largamente diffuso in tutto l’areale mediterraneo e fa parte delle specie annoverate nella cosiddetta ‘macchia mediterranea’. È una pianta sempreverde che presenta crescita lenta, compensata però da una marcata longevità: alcuni esemplari infatti divengono millenari. La forma del fusto è cilindrica e contorta e la corteccia ha un colorito grigiastro.

 La faccia superiore delle foglie è verde scuro, quella inferiore invece bianco-argenteo. I fiori sono di piccole dimensioni ed hanno petali bianchi; sono riuniti in ‘grappoli’ che prendono il nome di ‘mignole’. Il frutto, l’oliva, è una drupa globosa dalla tipica forma ovoidale; la parte carnosa, la polpa, contiene l’olio.

Leggi tutto: ULIVO: LA PIANTA SIMBOLO DELLA PACE

Orario Sante Messe

Feriali: 7.00; 18.30

Festivo: 8.00; 9.3011.00; 16.00, 18.30

Il lunedì la Chiesa è chiusa

 

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