Dal 1573 al 1667

Le prime notizie sulla comunità fidentina dei Cappuccini risalgono al 1573, nel momento in cui questi religiosi vennero a Borgo San Donnino da Bologna, chiamati dalla devozione del popolo.

Inizialmente furono ospitati in un fabbricato adiacente all’oratorio di Santa Maria della Rocca, abbattuto sul finire dell’Ottocento.

Adattato il modesto edificio a convento, i Cappuccini vi si stabilirono l’8 novembre del 1573.

La scelta della località non si rivelò, tuttavia, felice, in quanto nelle vicinanze del chiostro sorgeva l’antica Rocca, e l’incompatibilità fra le esigenze disciplinari di una guarnigione militare e le esigenze ascetiche di una comunità religiosa, consigliò i frati a lasciare Santa Maria della Rocca.

I religiosi decisero quindi di trasferirsi altrove e con l’aiuto della popolazione si stabilirono nel punto opposto della città; acquistato un terreno, là, il 15 dicembre del 1582, gettarono le fondamenta di una nuova chiesa e di un vicino convento.

Convento e chiesa vennero ultimati il 24 febbraio 1585.

La nuova chiesa fu poi consacrata e dedicata a tutti i Santi il 5 ottobre dello stesso anno.

Nel 1665 il monastero fu restaurato e ampliato, grazie a generose persone che fecero fronte all’ingente spesa.

I lavori furono ultimati nel 1667.

 

Dal 1679 al 1875

Allo stesso tempo il duca regnante Ranuccio II Farnese donò ai Cappuccini un terreno vicino al convento e anche altri benefattori, in seguito, li aiutarono.

Il 20 ottobre 1679, giorno siglato dai cronisti dell’epoca come “veramente infausto”, si divise in due l’antica Provincia dei Cappuccini di Bologna e si formò la nuova Provincia di Lombardia, oggi Provincia Parmense, nella quale stava il Convento di Borgo San Donnino.

Per più di un secolo la comunità si espanse, per quanto non sempre le attività svolte da questa comunità fossero finalizzate al bene comune.

Mentre l’eco della Rivoluzione francese era arrivata tenue a Borgo San Donnino, il nervosismo napoleonico sveglia le coscienze e stravolge istituzioni secolari.

Nel 1805 avviene un primo provvedimento: vengono soppressi molti conventi.

Nel 1810, infine, venne disposta da Napoleone la soppressione degli ordini religiosi, che, inevitabilmente, coinvolse anche i Cappuccini, che nel 1816 furono costretti ad abbandonare convento e chiesa.

Ancora una volta, però, il cuore della popolazione appianò ogni cosa ed un’accorata istanza a Maria Luisa granduchessa di Parma fu accolta dalla sovrana, che con decreto datato 31 dicembre 1816 ristabilì i religiosi nel possesso del convento.

Il 7 luglio 1866, dopo alcuni decenni tranquilli, viene promulgato il decreto di soppressione degli ordini religiosi.

Il 14 dicembre 1866 è effettuata la presa di possesso da parte del Demanio e il 31 dicembre lo sgombro totale.

Gli sforzi dei superstiti della comunità dispersa furono tesi alla ricerca di una nuova sistemazione.

Esaminate varie possibilità la loro attenzione finì con l’orientarsi verso l’oratorio del Pilastro, una scelta che tuttavia si rivelò infelice, perché circoscritto fra altri fabbricati; nonostante ciò vi rimasero tre anni, dal 1872 al 1875.

 

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Festivo: 8.00; 11.00; 18.30

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