Il Pomodoro Riccio di Parma: le varietà locali sono importantissime per la salvaguardia della biodiversità, impariamo a dar loro la giusta importanza per lasciare ai posteri un mondo migliore.

Siamo ormai giunti alla seconda metà del mese di agosto. Chi coltiva un piccolo orticello domestico ha già avuto modo di raccogliere i frutti delle piante di pomodoro, che proprio durante il mese corrente raggiungono la maturazione ideale per il consumo e l'utilizzo. Il pomodoro è comunemente considerato una 'verdura' mentre in realtà si tratta di un frutto carnoso, più precisamente una bacca.

Il pomodoro è una pianta annuale della famiglia delle Solanaceae. Esistono diverse varietà di questa specie e risulta quasi impossibile riassumere le caratteristiche morfo-fisiologiche di tutte le cultivar note. Una peculiarità che accomuna tutte le piante di pomodoro è la tossicità delle parti verdi: foglie e fusti contengono infatti solanina, una sostanza che provoca disordini gastrointestinali, disturbi motori e neurologici e che risulta mortale se assunta in dosi massicce.

Questo composto è presente anche nelle bacche ma in concentrazioni irrisorie e quindi non risulta pericoloso per la salute. Esiste una varietà antica di pomodoro denominata 'Pomodoro Riccio di Parma' che è tipica del nostro territorio, in particolare dell'areale parmense. Le bacche di questa cultivar presentano solchi che interessano tutta la superficie e che conferiscono al frutto un aspetto arricciato da cui deriva il nome della varietà. I produttori hanno abbandonato la produzione del Riccio di Parma nel 1950 a causa della sua acidità e della buccia eccessivamente sottile che rende complesso il trasporto; al suo posto hanno preferito varietà migliorate e di più facile utilizzo selezionate dalle multinazionali e diffuse a livello globale.

Nel 2017 però alcuni agricoltori hanno deciso di intraprendere un programma di re-introduzione di questa cultivar: così facendo hanno ripristinato una piccola parte della biodiversità persa nel corso degli anni. Lo studio e l'utilizzo di cultivar antiche e cadute in disuso è importante per tentare di ristabilire, seppur in minima parte, la varietà di specie che si sta esponenzialmente riducendo a causa dei cambiamenti climatici provocati dall'incoscienza dell'uomo e dal suo utilizzo irresponsabile delle risorse naturali. Proprio per questo è fondamentale che ognuno di noi si impegni attivamente e contribuisca alla conservazione della biodiversità: scegliamo varietà locali preferendole, quando possibile, alle cultivar selezionate dalle multinazionali. Il pianeta sul quale viviamo è un dono: è nostra responsabilità salvaguardarlo compiendo ogni giorno piccoli gesti che possono però fare la differenza come, appunto, porre maggiore attenzione a ciò che acquistiamo. Le generazioni venture sono in tutto e per tutto i nostri 'prossimi': amiamoli come dovremmo amare noi stessi e lasciamo loro una Terra vivibile e florida come Dio ce l'ha affidata.

A cura di Pier Paolo Ferrari  

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