aa.logo
Alcolisti anonimi è un’associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall’alcolismo.
Unico requisito per divenire membri di A.A. è il desiderio di smettere di bere. Non vi sono quote o tasse per essere membri di A.A. Noi siamo autonomi mediante i nostri propri contributi.
A.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi in alcuna controversia né sostenere od opporsi ad alcuna causa. Il nostro scopo primario è rimane sobri ed aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà.”

Questo è l’Enunciato dell’Associazione degli “Alcolisti Anonimi”; esso apre ogni riunione di Gruppo in qualsiasi parte del mondo e riassume l’identità e gli scopi dell’Associazione. Rispetto ad altre associazioni di “Auto- Mutuo - Aiuto” (A.M.A.), Alcolisti Anonimi (in Italia iscritta all’albo delle A.P.S.: Associazioni di Promozione Sociale) si caratterizza per la non presenza nei Gruppi di persone esperte professionalmente o di “facilitatori”, comunque di persone che non abbiano esse stesse il problema dell’alcol da risolvere.

Altre caratteristiche fondamentali sono:
- l’anonimato del singolo, che tutela lo stesso ed i suoi familiari e che perciò facilita l’inserimento nel Gruppo; esso consente, altresì, un processo di identificazione nel Gruppo stesso, ponendo i princìpi al di sopra delle singole personalità;
- l’assoluta autonomia economica e gestionale rispetto ad altre istituzioni ed organizzazioni, anche grazie all’autofinanziamento;
- il fatto che il Programma viene svolto in riunioni riservate ai soli alcolisti, senza la presenza di familiari, salvo che in riunioni “aperte”.

Il Programma degli Alcolisti Anonimi per il recupero dall’alcolismo prevede l’accettazione del problema da parte dell’interessato, l’identificazione nel Gruppo in quanto fonte di esperienze simili alla sua, il riconoscimento dell’impossibilità di risolvere da solo il problema (descritto come malattia) e che, pertanto, solo l’affidamento ad un Potere Superiore (inteso da ognuno in modo del tutto personale) potrebbe riportarlo alla ragione.
Questa prima fase del Programma ( che è articolato in “12 Passi” ) apre la strada alla successiva, che comprende l’esercizio di un esame profondo e sincero dei propri difetti di carattere, il loro riconoscimento, il desiderio di eliminarli ( sempre con l’indispensabile aiuto degli amici del Gruppo e del Potere Superiore) e quello di fare ammenda verso chi, anche se involontariamente, si è leso. Si riconosce, quindi, che la meditazione e la preghiera sono essenziali per proseguire il coinvolgimento spirituale. Con il Dodicesimo Passo, infine, culmine del Programma, l’alcolista, avendo ottenuto un risveglio spirituale, cerca di trasmettere il messaggio di A.A. ad altri alcolisti, e di far valere i princìpi acquisiti in tutti i campi della sua vita. Nel lavoro di Gruppo la letteratura ufficiale di A.A. è fonte e guida di continue riflessioni. Dall’iniziale astinenza, talora difficile e tormentata da dubbi e non di rado da ricadute, si passa alla sobrietà, intesa come un distacco dall’alcol in serenità e in pace, ed alla gioia di poter trasmettere il messaggio.

L’alcolista arriva al Gruppo per sua volontà, spesso consigliato dai familiari o dal suo medico, e per propria scelta responsabile intraprende e prosegue nella strada del recupero. All’inizio, con il “metodo delle 24 ore” si consiglia all’alcolista di “stare lontano dal primo bicchiere”, affinché non scatti la compulsione fisica. Durante questo periodo (ma non solo) l’alcolista può contare sulla sollecita e amorevole partecipazione degli altri ( che ben conoscono per esperienza personale il suo stato d’animo, il suo tormento). L’atmosfera che si respira nel Gruppo è di tolleranza, rispetto, partecipazione e amore e coinvolge, solitamente, il nuovo venuto facendogli intravedere un modo nuovo di affrontare il problema, ma anche la possibilità di assistere l’altro che, come lui, è sempre bisognoso d’attenzione, calore e comprensione.
Perciò l’alcolista può sentirsi da subito anche utile agli altri, in quanto fonte di esperienze. Per alcuni già i primi giorni di astinenza sono di gratificazione, ma…..bisogna proseguire il cammino! A.A. nacque negli U.S.A. nel 1935 per la felice intuizione di due alcolisti che cercarono di sostenersi l’un l’altro a stare lontani dal primo bicchiere. Diffusasi in tutto il mondo (è presente in 180 Paesi), in Italia è sorta nei primi anni ’70 ed oggi conta circa 500 Gruppi. In Emilia Romagna i Gruppi sono 32, di cui quattro a Parma. Il Gruppo di Fidenza è l’ultimo di questi (nato per gemmazione da quelli di Parma) ed è ospitato dai Padri Cappuccini del Convento di San Francesco d’Assisi. Qui le riunioni si tengono il lunedì ed il giovedì dalle 20:00 alle 22:00.

Le riunioni sono riservate ai soli alcolisti. Talvolta vi sono delle riunioni “aperte”, in collaborazione con i Gruppi dei familiari, o anche rivolte a chi può essere interessato a conoscere il Programma di A.A. , ed allora servono da pubblica informazione. Perciò nemmeno i familiari degli alcolisti partecipano alle riunioni “chiuse” del Gruppo A.A.. Essi, se lo vogliono, si riconoscono in una loro associazione, quella degli AL-ANON e ALATEEN, che coinvolge i parenti, gli amici e, rispettivamente, i figli minori degli alcolisti, svolgendo in modo del tutto indipendente un analogo “Programma dei 12 Passi”.

Il “Programma dei 12 Passi” è oggi adottato e seguito da molte associazioni che si propongono il recupero da varie dipendenze (da sostanze, farmaci, gioco, disordini alimentari, sesso, ecc.). La “cura”: A.A. non si sostituisce assolutamente ai medici ed agli psichiatri. A.A. non cura ma si prende cura dell’alcolista e lo sostiene nel non facile percorso verso la sobrietà. In questo modo cerca di essere al fianco dei professionisti e delle Istituzioni che si occupano di alcolismo, nella fase del recupero. A.A. pertanto è sempre pronta a porgere la mano a chi soffre e che sinceramente desidera smettere di bere, con comprensione e amore.

L’amore è il primo messaggio che l’alcolista coglie al suo arrivo al Gruppo. Lo smettere di bere alla fine rappresenta solo un “primo passo” per una vita serena, in pace con sé stessi e gli altri, responsabile e utile nella famiglia e nella società. Il nuovo venuto è accolto sempre con un vero interesse (non di certo materiale) per l’apporto di esperienze nuove e per stimolo a “fare”. In A.A. “azione è la parola magica”: non si resta passivi ad “attendere la grazia”. Passato il primo periodo d’inserimento, spesso – dicevamo – difficile e turbato, ci si rende conto che un Gruppo A.A. è quel contesto in cui “è dando che si riceve”, come dalla “Preghiera di San Francesco”.

Gli Alcolisti Anonimi di Parma, colgono l’occasione della stesura di queste note informative sulla loro opera per ringraziare i Frati Cappuccini di Fidenza per la sensibilità dimostrata nei loro confronti, ma anche verso un problema sociale così importante, mettendo a disposizione i locali per lo svolgimento delle riunioni di Gruppo.