....un pò di storia
I Frati Cappuccini dal giorno della loro venuta a Borgo San
Donnino si insediano in diverse dimore: all'arrivo, nel 1573, viene loro
destinata la chiesa di Santa Maria della Rocca con la casa parrocchiale; due
anni dopo hanno già fabbricato un piccolo convento nelle adiacenze della chiesa.
Disturbati dalla soldatesca acquartierata nella rocca, nel 1582 acquistano un
lotto di terreno, l’area che oggi accoglie il Parco delle Rimembranze, e vi
erigono un convento ed una chiesa dedicata a tutti i Santi ed ivi si
trasferiscono nel 1585.
Costretti ad abbandonare il convento nel 1866/67 per volere dell’autorità
civile, si insediano temporaneamente nell’Oratorio del Pilastro; qualche anno
dopo (1876) si trasferiscono in un piccolo edificio affiancato all’Oratorio
della Crocetta, entrambi facenti parte di una zona cimiteriale realizzata
durante la peste degli anni 1630/32. In questo luogo erigono l’attuale complesso
conventuale nel 1878; la chiesa cominciata nel 1883 è consacrata l’anno
successivo e dedicata al Sacro Cuore di Gesù.
Questa ha subito recenti interventi di restauro e di ampliamento (1964).
La chiesa, progettata dai frati Cappuccini senza riferimenti
precisi ad uno stile architettonico ben definito, ripropone un sobrio stile
lombardo.
La facciata in mattoni a vista è arricchita da un pronao affiancato da due porte
laterali e sormontato da un rosone circolare.
L’interno a pianta basilicale è ampliato nel 1964. Sull’unica navata si aprono
le cappelle laterali tra loro comunicanti come una sorta di corridoio passante.
Nella prima cappella di sinistra di notevole pregio è la tomba di Enrichetta d’Este
e Leopoldo d’Assia Darmstadt eseguita dallo scultore Boudard nel 1765.
Da ammirare è il tabernacolo in legno arricchito da intarsi in avorio e
madreperla (1756), dono di Leopoldo d’Assia Darmstadt.
La chiesa possiede anche diversi dipinti di pregio provenienti dall’antica sede,
tra cui “La vergine in trono col Bambino e Santi” del pittore borghigiano G.B.
Tagliasacchi (1718).
Il convento si sviluppa sul fianco sinistro della chiesa; sul fronte, in mattoni
facciavista, si apre un porticato ad archi ribassati. Per tanti decenni il
convento è stato anche il noviziato dei frati Cappuccini della Provincia
dell’Emilia.
Nel 1928 vene regalato ed esposto in Chiesa un piccolo quadro di S. Rita da Cascia. I fedeli vi hanno molta devozione, si fanno i 15 giovedì e la festa è fissata il 22Maggio; in quel giorno si benedicono anche le rose tradizionali di S. Rita. Nel tempo è diventata la festa principale della parrocchia e una delle più sentite e partecipate di tutta la città. Gli anni della guerra non portarono danni al convento. In compenso il convento diventa il luogo di rifugio e di deposito per tanti beni privati e comunali. La comunità dei frati (rinforzata dai giovani frati di Piacenza) si adopera ad alleviare i terribili problemi della città sotto i bombardamenti. E’ una pagina gloriosa che i fidentini continuano a celebrare riconoscenti. Dopo la Guerra di fanno varie opere di restauro specie nel Noviziato, ove vengono ospitati sempre più numerosi i giovani novizi.
Dal 1973 il convento è diventato anche parrocchia di San Francesco. Ora è anche comunità d’accoglienza per coloro che sono in ricerca vocazionale alla vita religiosa. I parroci dalla fondazione della parrocchia sono stati: P. Luca Giannarelli, P. Oriano Granella, P. Franco Cavacciuti, P. Giacomo Camellini, P. Giancarlo Galli.